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Sintesi.

     
Al  termine  della seconda guerra mondiale ebbe inizio il processo  di
decolonizzazione.   L'emancipazione  di  alcuni  paesi   dal   dominio
coloniale  avvenne attraverso conflitti che ebbero  un  forte  impatto
sulle  relazioni internazionali: uno di questi impervers nel Vietnam.
Qui  le  forze  comuniste, guidate da Ho Chi Minh, avevano  proclamato
l'indipendenza nel 1945 all'indomani della capitolazione del Giappone;
l'opposizione  della  Francia,  che  non  intendeva  rinunciare   alla
dominazione  coloniale  sull'Indocina,  origin  una  guerra,  che  si
protrasse  per otto anni e si concluse con la vittoria dei vietnamiti.
La successiva conferenza di Ginevra stabil l'indipendenza del Laos  e
della  Cambogia e la divisione del Vietnam in due parti, in attesa  di
libere elezioni per decidere sulla riunificazione. A nord si form uno
stato  guidato  da  Ho Chi Minh e a sud un regime  legato  agli  Stati
Uniti,  che si oppose alle elezioni previste dagli accordi di Ginevra.
I   comunisti   sudvietnamiti  organizzarono  allora  un   fronte   di
liberazione  che inizi a praticare la guerriglia, rifornito  di  armi
dal  Vietnam del nord e sostenuto dalla Cina e dall'Unione  Sovietica.
In  aiuto  del  Vietnam  del  sud intervennero  gli  Stati  Uniti.  Il
crescente  impegno militare di questi ultimi non riusc a  piegare  la
guerriglia,  n  migliore  esito ebbero i poderosi  bombardamenti  che
rasero al suolo le maggiori citt nordvietnamite. Nel 1973 a Parigi si
conclusero finalmente le trattative di pace avviate cinque anni  prima
in  seguito  anche  alle  crescenti pressioni  dell'opinione  pubblica
internazionale:  dopo  una  lunga  e  rovinosissima   guerra   vennero
praticamente  confermati  gli accordi di Ginevra  del  1954.  La  fine
effettiva  del conflitto avvenne nel 1975 con la conquista di  Saigon,
capitale  del  Vietnam del sud, da parte delle forze nordvietnamite  e
dei guerriglieri del sud.  (Paragrafo 1).
Un'area  particolarmente instabile fu il Medio Oriente,  a  causa  sia
della  permanente  conflittualit  tra  arabi  e  israeliani  sia  dei
contrasti  tra  gli  stati  arabi, spesso alimentati  dagli  interessi
economici   e  politici  dei  paesi  occidentali.  Appena   proclamata
l'indipendenza  nel 1948, Israele venne subito attaccato  dagli  stati
arabi confinanti: fu questa la prima di una serie di guerre che videro
gli  israeliani  sempre vittoriosi. Lo stato ebraico  and  quindi  ad
occupare  nuovi  territori  in  Palestina,  mentre  i  palestinesi  si
trovarono  a  vivere  o  in  condizioni di  soggezione  nei  territori
occupati  dagli  israeliani o nei campi profughi dei confinanti  paesi
arabi.  L'organizzazione  per la liberazione  della  Palestina  (OLP),
inizialmente  schierata  su  posizioni  oltranziste,  fece  pi  volte
ricorso  all'arma  del  terrorismo sia in  territorio  israeliano  che
all'estero.  (Paragrafo 2).
Dal  1960  alla  met degli anni Settanta i rapporti tra  USA  e  URSS
furono  contrassegnati dall'alternarsi di prove di forza ed iniziative
per  la  distensione.  Nell'agosto  del  1961  i  dirigenti  sovietici
ordinarono la costruzione di un muro che divise in due parti la  citt
di Berlino. Nel 1962 gli Stati Uniti cercarono di rovesciare il regime
socialista instaurato da Fidel Castro a Cuba e, quando questo si  leg
all'Unione  Sovietica  che  install sull'isola  basi  di  lancio  per
missili  nucleari,  scoppi  un  gravissimo  contrasto  tra   le   due
superpotenze; dopo due giorni di frenetiche trattative tra  Kennedy  e
Kruscev,  che  tennero in ansia il mondo intero  per  la  paura  dello
scoppio   di  un  nuovo  conflitto,  la  crisi  si  risolse   con   lo
smantellamento delle basi missilistiche da parte dell'URSS  e  con  la
promessa statunitense di rispettare l'indipendenza

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di   Cuba.   Le  principali  iniziative  per  la  distensione   furono
l'installazione di una linea telefonica diretta tra il Cremlino  e  la
Casa  Bianca  e la sottoscrizione di accordi per una limitazione  agli
armamenti nucleari. Il miglioramento dei rapporti tra i due blocchi fu
favorito  anche dalla normalizzazione delle relazioni tra la  Germania
federale  e  i  paesi  dell'Europa orientale  e  dalla  conferenza  di
Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa.  (Paragrafo 3).
Le  relazioni  internazionali, pur rimanendo fondate sul  bipolarismo,
risultarono  un  po' pi articolate; determinanti furono  il  distacco
della   Cina  popolare  dall'Unione  Sovietica  e  il  suo  successivo
avvicinamento  agli  Stati  Uniti,  la  realizzazione  della  comunit
economica  europea e la nascita del movimento dei paesi non allineati,
promosso da alcuni stati asiatici ed africani, desiderosi di liberarsi
dalle  condizioni  di  subalternit nelle quali erano  relegati  dalla
divisione del mondo in due blocchi.  (Paragrafo 4).
Negli  Stati Uniti il nuovo presidente democratico John Kennedy  avvi
un  programma  di  riforme  sociali  e,  in  politica  estera,  mostr
disponibilit  alla  distensione; allo  stesso  tempo  per  cerc  di
mantenere  la preminenza degli Stati Uniti nel pianeta e  consent  un
maggiore impegno militare nel Vietnam. Assassinato a Dallas nel  1963,
gli  successe  Lyndon Johnson, che non si distacc molto  dalla  linea
politica del suo predecessore; sotto la sua presidenza, nonostante  il
varo  di  una  legge sui diritti civili, la tensione per la  questione
razziale rest grave e raggiunse momenti di particolare intensit  nel
1965  in  seguito  all'uccisione di Malcolm X,  leader  del  movimento
estremista dei "musulmani neri", e di Martin Luther King nel 1968.
L'amministrazione guidata dal repubblicano Richard Nixon,  eletto  nel
1968  e  rieletto nel 1972, adott vari provvedimenti per fronteggiare
la  crisi  economica, tra cui la riduzione delle spese  sociali  e  la
sospensione della convertibilit del dollaro. Legato alla necessit di
ridurre  il  disavanzo  pubblico, oltre che alle  crescenti  pressioni
dell'opinione  pubblica  interna  e  internazionale,  fu  il  graduale
disimpegno  nel  Vietnam.  Coinvolto  in  una  vicenda  di  spionaggio
politico,  Nixon  fu  costretto  a dimettersi  nell'agosto  del  1974.
(Paragrafo 5).
Nel  1964 in Unione Sovietica and al potere Leonid Breznev, esponente
conservatore;  con  lui si interruppe il processo di  liberalizzazione
interna  avviato  da Kruscev e ricominci la vigorosa repressione  del
dissenso  sia  in  URSS  che  nei paesi satelliti.  Per  soffocare  un
tentativo  di democratizzazione attuato in Cecoslovacchia da Aleksandr
Dubcek, la cosiddetta "primavera di Praga", Breznev impieg le truppe
del Patto di Varsavia.  (Paragrafo 6).
In  Cina,  dopo il fallimento del primo piano di sviluppo  secondo  il
modello  sovietico,  venne tentato il cosiddetto  "grande  balzo",  un
gigantesco sforzo produttivo per portare tutti i settori economici  al
livello  dei  paesi pi avanzati. La mancanza di risorse,  la  cattiva
organizzazione,  le calamit naturali e la rottura  dei  rapporti  con
l'URSS  fecero per fallire anche questo programma e Mao  Tse-tung  fu
costretto ad abbandonare la presidenza. Il nuovo presidente Liu  Shao-
chi  adott  una  politica economica che consent la ricomparsa  della
propriet  privata  e  del  libero mercato;  Mao  e  i  suoi  seguaci,
favorevoli  invece al consolidamento del collettivismo,  organizzarono
una  vasta  campagna di propaganda, nota come "rivoluzione culturale",
volta  a  diffondere ed applicare le idee del socialismo. I  contrasti
tra  i  dirigenti  del partito comunista, le violenze  commesse  dalle
"guardie  rosse" studentesche impegnate a sostegno del maoismo  e  gli
scontri  tra  queste  e  gli operai e i contadini  portarono  la  Cina
sull'orlo della guerra civile. Ridimensionato il ruolo degli studenti,
la rivoluzione culturale coinvolse l'esercito e sempre pi ampie masse
operaie  e  contadine, consentendo a Mao di recuperare  pienamente  il
potere.  La normalizzazione del paese venne quindi guidata  dal  primo
ministro Chou En-lai, che promosse anche il riavvicinamento agli Stati
Uniti.   (Paragrafo 7).
Il  Giappone,  uscito dalla guerra con gravi danni umani e  materiali,
era   anche   privo   della  piena  sovranit  in  quanto   sottoposto
all'amministrazione   militare  guidata  dal   generale   statunitense
MacArthur.  La  vittoria dei comunisti in Cina e la  guerra  di  Corea
spinsero gli Stati Uniti a favorire la stabilit politica e la ripresa
economica  del  Giappone, perch questo potesse costituire  un  valido
argine  contro l'avanzata del comunismo. Recuperata la piena sovranit
dopo  la  firma  del  trattato di pace a  San  Francisco  nel  1951  e
sostenuto  dagli aiuti statunitensi, lo stato nipponico  raggiunse  in
breve  tempo  i  livelli produttivi prebellici. La crescita  economica
prosegu quindi ininterrotta fino agli anni Settanta, favorita dagli

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investimenti  pubblici, dall'elevata produttivit,  dall'ampiezza  del
mercato  interno ed estero e dalla stabilit politica. Attorno  ad  un
ristretto  numero di grandi gruppi, presenti soprattutto  nei  settori
siderurgico,  meccanico,  petrolchimico ed elettronico,  si  form  un
vasto  complesso  di piccole imprese che rendeva il sistema  economico
giapponese capace di assorbire le fluttuazioni del mercato.
In Francia De Gaulle rafforz il presidenzialismo e attu una politica
estera  volta  ad assicurare alla Francia il ruolo di grande  potenza,
sganciata da legami con gli Stati Uniti. Il generale riusc a superare
la crisi del 1968, originata dalla protesta operaia e studentesca, ma,
dopo la bocciatura di alcuni suoi progetti di riforma, si ritir dalla
vita  politica.  La  presidenza rest comunque alla  destra  gollista,
prima con Georges Pompidou e poi con Valry Giscard d'Estaing.
Nel 1966 in Germania si concluse l'egemonia dei cristiano-democratici,
protrattasi  per  quindici anni; prima, infatti, si form  un  governo
sostenuto  da una coalizione composta da CDU, CSU e socialdemocratici,
e  nel  1969, quando questi ultimi vinsero le elezioni, la  guida  del
paese venne assunta dal loro leader Willy Brandt. Questi govern  fino
al  1974,  distinguendosi  per  l'apertura  nei  confronti  dei  paesi
dell'Europa orientale.
Dalla  met  degli  anni  Sessanta alla fine  degli  anni  Settanta  i
conservatori   e   i  laburisti,  alternativamente   al   governo   in
Inghilterra,  dovettero  affrontare  numerosi  problemi  economici   e
sociali.  La  politica estera fu contrassegnata dal completamento  del
ritiro dalle colonie e dall'adesione alla CEE. La questione irlandese,
sfociata   in  una  serie  ininterrotta  di  scontri  tra   i   gruppi
estremistici cattolici e protestanti, spinse il governo britannico  ad
adottare   misure   eccezionali,  che  acutizzarono  ulteriormente   i
contrasti.
